Pensioni anticipate, superamento di Quota 100: che cosa cambia adesso

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Il Governo è propenso ad intervenire in Merito alla questione delle Pensioni anticipate. Cosa accadrà in seguito al superamento di Quota 100?

Pensioni

Oramai è ufficiale, il Governo è intenzionato più che mai ad intervenire sulla questione Pensioni. A confermarlo è stato lo stesso ministro dell’Economia, Daniele Franco, il quale ha annunciato un “Repentino cambiamento nei criteri di ammissibilità alla pensione”. L’intera popolazione italiana è dunque attualmente sull’attenti, desiderosa di scoprire che cosa cambierà da qui alla fine dell’anno.

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La domanda principale sorge a questo punto spontanea: cosa succederà in seguito al superamento di Quota 100? La sperimentazione giungerà al termine in data 31 Dicembre 2021, e tutti si interrogano dunque sul futuro dell’economia italiana. Franco ha fatto riferimento ad un’opportuna “soluzione equilibrata” da trovare, della quale attualmente non si hanno ancora notizie.

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Come fare dunque adesso per accedere alla pensione? L’uscita ‘classica’, secondo la Riforma Fornero, è fissata a 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi alle spalle. Quella anticipata fa invece riferimento ad un requisito contributivo necessario, ovvero quello di 41 anni di età e 10 mesi di contributi per le donne, e 42 anni di età e 10 mesi di contributi per gli uomini. In seguito a Quota 100 e alle successive disposizioni, tutti gli adeguamenti sono stati sospesi fino alla fine del 2026. È inoltre opportuno specificare che l’assegno legato alla pensione anticipata verrà effettivamente erogato dopo tre mesi dall’invio della domanda.

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Pensioni anticipate: tutte le possibilità per lasciare il lavoro nel 2021

Attualmente ci si può appellare a differenti misure per riuscire ad accedere alla pensione anticipata. Una di queste è l’Ape Sociale, in vigore dal 2017, che potrebbe essere prorogata dal nuovo Governo alla fine dell’anno. Si tratta di un anticipo di pensione per coloro che hanno raggiunto almeno i 63 anni di età e rientrano in una fascia socialmente debole.

È inoltre possibile optare per un’uscita anticipata dal mondo del lavoro per coloro che hanno cominciato a lavorare prima dei 19 anni e che possiedono almeno 41 anni di contributi alle spalle, il tutto indipendentemente dall’età anagrafica.

Tra le varie possibilità per riuscire ad ottenere una pensione anticipata rientra anche l’isopensione, ovvero una sorta di prepensionamento disponibile per i datori di lavoro a carico di un’azienda con più di 15 lavoratori. La misura prevede un anticipo dell’accesso a pensione fino ad addirittura 7 anni.

Il governo Draghi potrebbe inoltre rendere strutturale l’Opzione Donna, ovvero una misura che permetterebbe alle donne con alle spalle almeno 35 anni di contributi e 58 anni di età di uscire anticipatamente dal mondo del lavoro. Il calcolo della pensione risulterebbe però, secondo il meccanismo, di tipo ‘contributivo’ e non ‘retributivo‘, di conseguenza più svantaggioso.

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