Cooper Noriega trovato morto a soli 19 anni: la verità tremenda sull’accaduto

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La star di TikTok Cooper Noriega è stato trovato privo di vita in un parcheggio: in passato il 19enne aveva avuto problemi di dipendenza.

La domanda che i quasi 2 milioni di follower e anche i cittadini americani che stanno leggendo in queste ore la tragica notizia della morte di Cooper Noriega è: il giovane poteva essere salvato? Poco prima di essere trovato privo di vita in un parcheggio di un centro commerciale di Los Angeles, infatti, il 19enne modello di TikTok aveva pubblicato un post in cui chiedeva: “Chi altro pensa che morirà giovane?”.

Al momento non c’è alcuna prova che ci sia una correlazione tra il post e la morte del giovane e dunque se quella fosse una richiesta d’aiuto che non è stata raccolta in tempo dai 1.7 milioni di follower che quotidianamente lo seguivano sul social cinese. Ciò che fa pensare che possa essersi trattato di un suicidio è il fatto che su sul corpo non c’erano tracce di violenza e che dunque possa aver assunto qualche sostanza che ne abbia causato la morte.

Cooper NoriegaSecondo quanto riferito da TMZ, a trovarlo è stato un passante, il quale si è accorto subito che non rispondeva alle sollecitazioni ed ha chiamato immediatamente i soccorsi. Purtroppo i paramedici non hanno potuto fare nulla per salvargli la vita e sono stati costretti a dichiararne il decesso sul posto. Adesso le autorità locali stanno indagando sulla morte e con ogni probabilità nelle prossime ore verrà effettuata un’autopsia per chiarire le cause del decesso.

Cooper Noriega, la dipedenza e la solitudine del giovane tiktoker

Nonostante avesse solamente 19 anni, Cooper Noriega aveva già un vissuto tragico. Di recente il giovane aveva aperto un gruppo Discord allo scopo di creare un luogo sicuro per tutti coloro che avessero lottato contro la dipedenza e sapessero quanto fosse difficile uscire da quella spirale di necessità e depressione: “Ho lottato con la dipendenza da quando avevo 9 anni, si potrebbe pensare che sia pazzesco, ma questa è la vita che mi è stata data”.

Tra gli effetti di una vita afflitta dalla dipendenza ci sono anche le problematiche mentali e Cooper voleva sfruttare la sua notorietà proprio per sensibilizzare la gente sui disturbi mentali e sulle conseguenze che possono avere sulla vita dei ragazzi.

Il giovane spiegava inoltre di aver imparato durante il percorso di disintossicazione che in quei momenti c’è bisogno di circondarsi di persone positive che possano aiutarti a risollevarti dopo una caduta. Lo scopo dunque era quello di creare un luogo in cui chi avesse bisogno poteva trovare un supporto. Il primo passo verso la realizzazione del suo sogno di aprire un centro di riabilitazione.