Doc-Nelle tue mani, la rivelazione dell’attore: “Trattato con freddezza”

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Giovanni Scifoni, interprete di Enrico in Doc – Nelle tue mani, ha rivelato come l’impatto sul set non sia stato dei migliori.

Doc-Nelle tue mani è stata una delle fiction di maggior successo degli ultimi anni. La serie è piaciuta così tanto che il pubblico attende con impazienza il debutto della seconda stagione per capire come si evolverà la storia attorno ai suoi protagonisti. Uno dei principali interpreti di questa serie è stato Giovanni Scifoni, nei panni di Enrico, e proprio lui è stato uno di quelli che ultimamente ha presenziato a programmi televisivi per parlare di questa esperienza.

Le riprese sul set della fiction infatti sono riprese da poco e il pubblico ha grande curiosità di sapere qualcosa in anticipo sulla trama e sul possibile inserimento di nuovi personaggi. Qualche giorno fa Scifoni è stato torchiato in tal senso, ma per contratto non può dire nulla quindi alle domande su Doc si è limitato a rispondere con un’altra domanda che in un certo senso genera ancora più hype: “Siete pronti?”.

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Doc-Nelle tue mani, la rivelazione di Giovanni Scifoni

Più interessante è sicuramente il racconto dell’attore sulla sua prima esperienza in un set. Come sapranno bene i suoi fan, infatti, l’attore ha cominciato a recitare in televisione nella fiction Squadra Antimafia. Giovanni ha raccontato che è stata un’esperienza insieme importante e difficile, specie all’inizio. Quando è arrivato sul set la troupe l’ha emarginato apparentemente senza motivo: “Appena approdato sul set fu evidente da subito che c’era una strana freddezza nei miei confronti e non capivo perché”.

Il motivo lo ha capito col tempo, quando ha creato un rapporto con gli attori e lo staff ed ha capito che non c’era volontà di emarginarlo, ma solo imbarazzo perché temevano di poterlo offendere. Scifoni, infatti, è una persona molto credente e gli altri non sapevano come approcciarsi con lui. La fede in Dio è per l’attore un elemento imprescindibile della vita, ma ciò non fa di lui una persona mentalmente chiusa alle idee degli altri. Lo si capisce quando parla dell’educazione dei tre figli: “A loro spiego che bisogna schierarsi contro le etichette sociali, la catalogazione delle persone, e credere in Dio”.

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