Flavio Insinna, dure critiche per il conduttore: cosa ha detto in diretta tv

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Il conduttore de L’Eredità è stato aspramente criticato per aver espresso una sua opinione politica durante la puntata.

Passati due anni d’inferno con il Covid che monopolizzava in una forma o in un’altra qualsiasi programma televisivo, il pubblico è stanco che vi siano riferimenti a politica o aspetti sociali anche durante trasmissioni che dovrebbero servire esclusivamente a far rilassare il pubblico. Per questo motivo quando l’altro giorno Flavio Insinna ha ironizzato sulla scelta di aumentare le spese militari, più di qualcuno si è risentito, ritenendo fuori luogo la battuta e il riferimento alla guerra in Ucraina e alla conseguente scelta politica.

Flavio InsinnaIn sostanza il conduttore ha con una battuta fatto capire che si trova in disaccordo con la scelta di aumentare le spese militari. Una presa di posizione che trova d’accordo sicuramente moltissimi italiani, ma che ne taglia fuori anche tanti altri. Ciò che gli viene contestato, tuttavia, non è tanto l’aver espresso la sua opinione su un tema di attualità così sentito, ma di averlo fatto in un contesto che è totalmente estraneo alla cronaca e all’attualità.

Flavio Insinna: ha sbagliato a parlare delle spese militari? L’opinione di Cecchi Paone

Della scelta di Insinna si è lamentata anche una lettrice di Nuovo Tv, nella rubrica di Alessandro Cecchi Paone. Questa ha trovato inopportuno che il conduttore utilizzasse il quiz show per esprimere la propria opinione politica, anche se lo aveva fatto attraverso una battuta. Inoltre la lettrice sottolinea come dopo anni di Covid amerebbe che le trasmissioni non venissero influenzate anche da ciò che sta accadendo in Ucraina.

L’opinionista si trova d’accordo con quanto scrive la sua lettrice e subito scrive: “Non va bene utilizzare un gioco televisivo per la propaganda politica, per di più in una fascia oraria come quella in cui va in onda l’Eredità, sul primo canale del servizio pubblico”. Cecchi Paone spiega poi il perché si tratta di una scelta errata, dicendo che in questo modo si taglia fuori metà della popolazione italiana.

Infine si concede una riflessione sulla posizione espressa da Insinna, dicendosi vicino al suo sentimento anti guerra, ma contrario alla sua conclusione: “Ho studiato abbastanza la storia, anche la nostra, per sapere bene che per fermare l’aggressione feroce di dittatori di ogni tipo, le armi servono per difendere gli innocenti dalla morte certa”. Quindi cita Liliana Segre quando dice che senza le armi degli alleati, Hitler avrebbe sicuramente portato a termine lo sterminio che aveva programmato.