Omicidio Yara, Massimo Bossetti innocente? Nuove prove, la rivelazione inaspettata

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Rivelazione sull’omicidio di Yara Gambirasio, Massimo Bossetti è innocente? La rivelazione shock sul DNA che cambia le cose.

Uno dei casi di cronaca nera più seguiti in Italia, l’omicidio di Yara Gambirasio avrebbe potuto concludersi così: Massimo Bossetti in manette con pesantissime accuse per aver ucciso la ragazzina a Brembate. Ma certi delitti sono destinati a rimanere per sempre nell’immaginario degli italiani, che continueranno a parlarne, ad interessarsi, ad elaborare teorie, a non credere a questo o quello. Ma quali sono i nuovi sviluppi?

Chi conosce questo caso sa bene quanto il DNA ha giocato un ruolo fondamentale nell’arresto di Bossetti ed è proprio attorno al DNA e ai campioni prelevati sul luogo del delitto e sull’accusato, che sono uscite fuori nuove rivelazioni inaspettate. Scopriamo qualcosa di più insieme.

Massimo Bossetti: nuove rivelazioni sul DNA e l’omicidio di Yara

Bossetti è stato in via definitiva accusato e condannato per l’omicidio della giovanissima Yara Gambirasio, ma il carpentiere, originario di Mapello, non ci sta e continua a gridare la sua innocenza, dietro le sbarre. In particolare l’uomo ha inviato una lunga e accorata lettere a Marco Oliva, giornalista e direttore di Iceberg Lombardia, in onda proprio su Telelombardia. Questa lettera è stata letta per intero dal giornalista e se quello che Bossetti dice fosse vero, ci troveremmo di fronte ad un errore giudiziario non da poco.

Il carpentiere di Mapello, infatti, sostiene che i reperti e le tracce che lo avrebbero scagionato dalle accuse sarebbero andati distrutti, anche se conservati al San Raffaele per diverso tempo. L’uomo ha puntato il dito proprio su questa distruzione delle tracce, perché, a suo dire, lo avrebbero sollevato dalle accuse o comunque avrebbero fatto riaprire il caso.

La lettera si conclude con un disperato appello a chi “ha rovinato la vita” dell’uomo, che invita a riflessioni, esami di coscienza e ad pensare alla verità insabbiata. “Sarebbe utile che ora, tutti e tengo a ribadire tutti si facessero una minima riflessione, di come si continui nel voler additare ed evidenziare attraverso i media, per un reato terribile, atroce e vergognoso che non ho commesso. Solo perché fa più comodo ed è più semplice evidenziare quanto non si può e non si vuole portare alla luce.” Quello che rimane, dopo tutto questo, è una bambina uccisa brutalmente nel fiore dei suoi anni e una famiglia distrutta, che non potrà più riabbracciare la sua Yara, nè vederla sorridere di nuovo.