Al Bano, l’annuncio più difficile sulla fine della carriera: piangono tutti

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Ai microfoni di Unomattina Estate Al Bano si è lasciato andare ad alcune dichiarazioni che hanno messo sul chi vive i suoi fan: il cantante di Cellino San Marco stupisce ancora.  

L’infanzia in campagna, la lunga gavetta, il successo travolgente, gli amori e i dolori, le aspettative per il futuro: di tutto questo Al Bano ha parlato nel corso di una lunga chiacchierata nella puntata odierna di Unomattina Estate, il contenitore estivo del mattino di Rai 1 affidato alla conduzione di Massimiliano Ossini e Maria Soave. Senza farsi mancare qualche rivelazione “sensibile”.

al bano

I sogni di Al Bano tra passato e futuro

Intervenendo in collegamento, Al Bano ha spiegato che per il momento non ha alcuna intenzione di appendere il cappello e il microfono al chiodo: “Smetterò di cantare il giorno in cui non proverò più alcuna emozione”, ha detto il cantante di Cellino San Marco. E oggi, per fortuna, non è questo il caso. “Ho ancora tante emozioni, ne ho da vendere, potrei aprire una fabbrica di emozioni, perciò andrò avanti finché Dio lo vorrà” ha aggiunto l’intramontabile artista.

“Se Dio vorrà continuerò finché potrò, e so che lui lo vuole” ha rimarcato ancora Al Bano a Unomattina Estate, annunciando che tornerà a tenere concerti in diversi paesi europei. Al che Massimiliano Ossini ha ricordato quando, conducendo Linea Verde, una dozzina d’anni fa, visitò la sua tenuta in Puglia del cantautore: “Con la stessa passione che dimostra quando canta, mi ha accompagnato a visitare le sue vigne”.

Ma da bambino Al Bano sognava di fare il cantante o di lavorare nella terra? “Da piccolo odiavo la terra – è stata la spiazzante risposta -, il mio era un odio che è stato poi la mia fortuna perché ero così attratto dal mondo della musica e avevo così tanta passione, da aver affrontato tutto con molta determinazione”. In lui c’era anche una profonda consapevolezza dalla fatica del lavoro nei campi: “Da piccolo avevo capito che la terra era sinonimo di grande lavoro e di grande sudore, perciò la odiavo…”.

Ma le radici sono qualcosa che, volenti o nolenti, ci lega alla terra in cui siamo nati. Così, ricordando il giorno in cui ha deciso di lasciare il suo paesino d’origine in cerca di fortuna, Al Bano ha confessato: “Sapevo che sarebbe stato doloroso”. Suo padre voleva che facesse il contadino come lui, mentre sua madre sognava per lui un futuro diverso, di riscatto sociale. Il resto è storia.