Assegno Unico, annuncio spiazza gli italiani: addio agli arretrati

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L’inps ha pubblicato i dati relativi alle famiglie che hanno deciso di fare ricorso all’assegno unico: ecco cosa è emerso.

A partire dal gennaio 2022 è stato possibile per le famiglie italiane richiedere l’assegno unico per i figli, una misura di sussistenza che aiuta gli italiani a gestire le spese relative ai figli. La misura proposta dalla Bonetti prevedeva un massimale di 250 euro per quelle famiglie il cui Isee è inferiore ai 15mila euro, massimale che è stato abbassato prima dell’approvazione della legge a 175 euro mensili. La cifra si riduce con l’aumento dei guadagni annui del nucleo familiare, dunque gli aventi diritto alla cifra massima sono circa un quarto degli aventi diritto.

assegno unico famigliaNei primi tre mesi, l’assegno è cominciato ad arrivare ad Aprile con gli arretrati dei mesi precedenti, e tre famiglie su quattro di quelle aventi diritto ha fatto richiesta all’Inps per la ricezione dell’assegno unico. Ad approfittare della misura di sostegno sono state soprattuto le famiglie del sud (l’89% degli aventi diritto), con la Calabria e la Sicilia in vetta tra le regioni con il maggior numero di richiedenti. Una statistica che dimostra come al sud ci sia maggiore necessità del provvedimento, specie in questo periodo di forte inflazione.

Assegno Unico, solo tre famiglie su quattro l’ha richiesto: a Luglio si perdono gli arretrati

Stando ai dati forniti dall’Inps, la misura in questo periodo iniziale è stata un successo, visto che tre famiglie su quattro hanno fatto richiesta per la ricezione dell’assegno unico. Sono giunte nei mesi scorsi 6 milioni di richieste che sono servite a dare un assegno per 9,1 milioni di bambini. Rimane un 25% degli aventi diritto che ancora non hanno presentato domanda, per loro il ritardo nella presentazione della domanda sarà un danno, visto che chi la presenterà a luglio non avrà diritto alla ricezione degli arretrati, dunque perderà i primi sei mesi di assegno.

I dati ci mostrano come quasi la metà dei richiedenti ha avuto accesso alla cifra massima, il 45% dei richiedenti ha infatti ricevuto l’assegno mensile da 175 euro. Il 20%, invece, ha ricevuto la cifra minima, ma solo perché non ha presentato l’Isee. Come previsto dalla legge, infatti, chi presenta domanda senza allegare la dichirazione di reddito riceverà solamente 50 euro, ovvero la cifra prevista per quei nuclei familiari il cui Isee supera i 40 mila euro annui. Il restante 35% dei richiedenti è suddiviso tra le varie fasce di reddito e dunque tra i vari importi previsti dalla misura.

Nei primi tre mesi la misura è costata al governo un miliardo di euro ogni mese. L’importo medio mensile è stato di 232 euro per 1.6 figli, che corrisponde a 144 euro di media per ogni figlio. La ministra della Famiglia Elena Bonetti, responsabile della proposta di legge e dell’attuazione della misura, si è detta soddisfatta ed ha spiegato che in realtà il numero di richieste ha superato l’85% degli aventi diritto, dunque solo il 15% circa degli italiani che potevano usufruirne al momento non l’ha fatto. La ministra ritiene si tratti di una misura in grado di dare sollievo alle famiglie, specialmente in un periodo di forti aumenti come questo.