Maddie McCann, nuove prove gravissime contro Christian Brueckner

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Gli investigatori tedeschi che lavorano sul caso Maddie McCann hanno assicurato di avere nuove evidenze contro Christian Brueckner.

Le indagini sul caso Maddie McCann, bimba di 3 anni scomparsa nel 2007 da un resort a Praia da Luz (Portogallo) mentre era in vacanza con la famiglia, sono giunte ad una svolta la scorsa estate, quando gli investigatori hanno focalizzato la ricostruzione degli eventi sulla figura di Christian Brueckner. L’uomo tedesco in quel periodo abitava a breve distanza dal resort, era conosciuto dalle forze dell’ordine per aver compiuto dei furti e altri reati minori ed era stato accusato nel 2005 per pedofilia.

Al momento Brueckner si trova in carcere in Germania per aver stuprato una turista 72enne in Portogallo. Quando la donna ha sporto denuncia è stato diramato un mandato d’arresto internazionale e Christian è stato arrestato mentre si trovava a Milano. Di lui si sospetta per via di alcune testimonianze fornite agli investigatori da conoscenti. Tra queste c’è quella di una collega che ha riferito come Brueckner le abbia detto di essere a conoscenza di ogni dettaglio sulla sparizione di Maddie dopo aver visto insieme a lei un servizio in tv sul caso.

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Maddie McCann: nuove evidenze contro Christian Brueckner

A quanto pare, insomma, fino ad ora non sono state trovate prove forensi che possano collegare Brueckner al rapimento della bambina. Ciò nonostante gli investigatori non hanno dubbi che a sequestrare la piccola sia stato l’uomo. Il procuratore tedesco che si occupa del caso, Hans Christian Wolters, ha dichiarato di recente al Sun: “Stiamo ancora lavorando sul caso ed in futuro condivideremo i dettagli con il sospetto ed il suo avvocato, ma al momento non siamo ancora pronti”.

La polizia tedesca, insomma, sta cercando di mettere assieme i pezzi per ricostruire gli eventi di quel giorno e dei giorni successivi per poi presentare un’accusa supportata da sufficienti evidenze. A tal proposito sempre Wolters ha aggiunto: “Non posso parlare del tipo di evidenze che abbiamo raccolto, ma posso dire che non si tratta di prove forensi, si tratta di prove circostanziali che si aggiungono alle altre per dare concretezza alla teoria che sia il sospettato il colpevole”.

In conclusione, il procuratore tedesco ha aggiunto: “Noi siamo sempre stati convinti che l’uomo che abbiamo identificato come principale sospetto sia colui che ha commesso il crimine e non stiamo cercando nessun altro. Siamo convinti di poter risolvere il caso”. Una speranza che li accomuna anche con i genitori della bimba scomparsa, ancora oggi determinati a riportarla a casa.

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