La morte di Paolo Neri e Stefania Platania, il giallo della setta dei Ramtha: spuntano sospetti inquietanti

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E’ ancora tutta da chiarire la dinamica dell’orribile fine di Paolo e Stefania, i due coniugi romani trovati morti: l’unico punto fermo è il ruolo della setta dei Ramtha. 

Perché Paolo Neri, 67 anni, e Stefania Platania, 65, i due coniugi romani, ex dipendenti del Senato in pensione, trovati morti a Spinello di Santa Sofia (Forlì), hanno perso la vita in circostanze così tragiche e misteriose? E’ la domanda che gli inquirenti si stanno facendo in queste ore, senza trovare una risposta davvero convincente.

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L’ombra della setta Ramtha dietro l’ennesima tragedia familiare

Quel che pare ormai certo è che i due coniugi appartenevano alla setta dei Ramtha, ma non è ancora chiaro se entrambi si siano tolti la vita o se sia trattato di un omicidio-suicidio. Insomma, è un ennesimo tragico giallo. “I cittadini di una piccola comunità come quella di Spinello non possono che essere sgomenti, sconvolti da un episodio del genere, è inevitabile”, ha dichiarato il sindaco Daniele Valbonesi.

“Il dramma umano e quello familiare colpiscono. C’è anche un po’ di incredulità, è una situazione direi surreale per una paesino così piccolo”, ha aggiunto. “Io non li conoscevo, forse di vista ma non sono sicuro. So che erano persone attive nella comunità pur non vivendo nel paese, dato che erano residenti a Roma. Negli anni scorsi spesso erano presenti alle varie iniziative organizzate nella frazione. Tra l’altro venerdì scorso avrebbero dovuto partecipare a un’assemblea pubblica per un problema di protezione civile da discutere e mi hanno detto che non si sono presentati. Forse la tragedia era già accaduta”.

E ancora: “Sulla presenza della setta Ramtha in paese non posso dire molto. Sono sindaco dal 2014 e non posso dire niente di particolare su questa comunità perché non ho mai avuto nessun tipo di problema né contatti diretti perché incontri e riunioni avvenivano o in case private o in strutture private, non vi era alcun coinvolgimento dell’amministrazione comunale”.

Don Giordano Milanesi, parroco di Spinello di Santa Sofia, ha voluto invece sottolineare che “questa tragedia ha provocato grande sgomento in una cittadina di circa 200 abitanti. Un paesino di montagna molto tranquillo”. “Non li conoscevo bene, solo di vista – ha precisato il sacerdote -. Erano residenti a Roma e venivano qui per le feste o le vacanze. Non li vedevo mai, forse una volta durante uno dei miei giri per la benedizione delle famiglie, ma non ricordo bene”. Ma “sono a conoscenza della presenza di diversi membri di questa setta. Diversi anni fa hanno costruito delle villette con dei bunker e Spinello era un punto di riferimento, qui era molto attiva diversi anni fa, anche con grandi adunate ma da tempo ormai non ci sono più e credo facciano tutto attraverso internet”.