Ylenia, la morte terribile a soli 36 anni: cosa ha fatto la sua migliore amica

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Un colpo di scena nelle indagini per l’omicidio di Ylenia Bonavera: la sua migliore amica è stata condannata dalla Procura di Catania.

Un brutale omicidio quello di Ylenia Bonavera, uccisa con una coltellata alle spalle a 36 anni il 9 dicembre di due anni fa. Le indagini hanno subito una svolta, forse non così tanto inaspettata, che ha visto la condanna da parte della Procura di Catania della migliore amica della Bonavera, Daniela Agata Nicotra. La sua deposizione e i rilevamenti stabiliti dagli inquirenti, che hanno ricostruito la scena del crimine hanno fatto protendere l’accusa verso una sentenza di condanna. Ma cos’è successo nelle indagini?

Gli inquirenti hanno ricostruito come sono andati i fatti che hanno portato alla brutale uccisione della Bonavera, morta ad appena 36 anni dissanguata da un colpo alle spalle. La tesi della Nicotra e del sul avvocato non stava in piedi, anche se quest’ultimo ha deciso di fare ricorso per richiedere la modifica della condanna.

Omicidio Bonavera: la svolta nelle indagini e la condanna

Secondo le ricostruzioni, la morte di Ylenia sarebbe sopraggiunta dopo una violenta lite che avrebbe portato all’accoltellamento della 36enne, colpita alle spalle e morta dissanguata. La principale sospettata era proprio l’amica Daniela Agata Nicotra. Ma la stessa Nicotra si era costituita alla polizia parlando tuttavia di legittima difesa e accusando la vittima di averla colpita per prima, legittimando il gesto violento che l’avrebbe portata alla morte. La Nicotra ha spiegato come la vittima fosse in preda all’alcol e alla droga e avesse in mano un collo di bottiglia spezzato, minacciandola e colpendola ad un occhio che, effettivamente era sanguinante e ferito.

La procura di Palermo, però, non ha creduto all’ipotesi della legittima difesa e ha condannato la Nicotra a 18 anni di reclusione per l’omicidio dell’amica con un coltello da cucina con cui avrebbe sferrato una coltellata alle sue spalle, finendola e lasciandola morire dissanguata. Secondo l’accusa, inoltre, la lite scaturita tra le due era di natura sentimentale e ha chiesto l’aggravante del rapporto di grande e profondo affetto che c’era tra le due inizialmente.

La lite era stata ripresa da alcuni cellulari, essendosi svolta per strada e le prove visive dimostrano l’azione della Nicotra che ha impugnato il coltello da cucina per colpire Ylenia, morta in seguito ad un’emorragia. L’avvocato di Nicotra chiederà la revisione della sentenza, cercando di evitare alla sua assistita di scontare quasi vent’anni di carcere, come stabilito dalla Procura di Palermo.