Adriano Celentano, la tormentata amicizia con Teocoli: la lite tempo fa

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Cos’è successo tra Teo Teocoli e Adriano Celentano? Ecco tutto quel che c’è da sapere sul loro storico e burrascoso legame. 

Quella tra Adriano Celentano e Teo Teocoli è una conoscenza di vecchia data. Il secondo, appassionato fan del primo, fu scritturato dal Clan del Molleggiato per formare il gruppo “Teo e le vittime”, con cui gareggiò al 15º Festival della Canzone Napoletana nel 1967. Da allora, in un modo o nell’altro, i due sono stati sempre legati.

Il rapporto conflittuale tra Adriano Celentano e Teo Teocoli

Nel 1999 Teo Teocoli fu ospite fisso del grande show di Celentano su Rai 1 “Francamente me ne infischio”. E avrebbe dovuto essere presente anche nella discussa serie animata “Adrian”, ma poi ha dato forfait, come da lui spiegato in una lunga intervista a Repubblica, per le continue assenze di Celentano sul set, uno staff bloccato senza la sua presenza e i ripensamenti dell’ultima ora sulla sua performance comunicatigli da Claudia Mori.

La conclusione di Teocoli fu lapidaria: “Sono più bravo di lui a fare Celentano! Io non lo imito, lo sostituisco. A quel punto ho detto proprio basta. Gli voglio bene ma sul lavoro è un disastro”. Nonostante le frequenti polemiche e divergenze a livello professionale, però, tra i due c’è sempre stata una forte amicizia, anche nelle fasi più conflittuali.

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“Nella mia vita di mezzo c’è sempre Celentano – ha ammesso Teo Teocoli -. Forse è stato un premio diventare bravo imitando lui. O magari un freno. Quando eravamo giovani eravamo molto simili. Volevano far fare a Celentano una commedia al Sistina di Roma. Lui non ne aveva voglia e suggerì ai produttori di prendere me. Diceva che ero forte e sottolineava che gli assomigliavo. Una volta mi mandò anche al Festival di Napoli”.

Teo Teocoli prova un sentimento di profonda riconoscenza nei confronti del collega: “Devo tutto alla somiglianza con Celentano. Poi è nata anche una bella amicizia. Ci conosciamo da sessant’anni. Io lo aspettavo sotto casa, in via Gluck. Lui mi salutava, chiacchieravamo, poi mi diceva di non andare sotto casa sua tutte le sere. Alla fine mi invitò a casa sua, dove abitava la mamma. Vidi che c’era molta povertà. Quello mi ha incoraggiato. Vidi che anche lui era povero come la mia famiglia o come la famiglia dei miei amici”.

Una somiglianza che gli è stata di non poco aiuto anche nei rapporti con le donne: “Assomigliavo a Celentano, ed era un pregio. Adriano era come Elvis, se camminava per strada arrivavano tremila persone. Ero un bel ragazzo, spiritoso, cantavo, ballavo bene, utilizzavo tutti questi mezzi. Per questo ho avuto tante avventure”, ha concluso il comico.

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