Antonio Ciontoli, chi è davvero l’assassino di Marco Vannini

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Antonio Ciontoli è stato condannato per l’omicidio di Marco Vannini. Ecco tutto quel che c’è da sapere su di lui. 

Antonio Ciontoli è tristemente noto in quanto principale protagonista dell’omicidio Vannini. Il giovane Marco è morto a Ladispoli (Roma) nella notte tra il 17 e il 18 maggio 2015, ma l’esatta ricostruzione della vicenda è ancora un mistero. L’8 luglio 2020 è iniziato il processo bis presso la Corte d’Appello di Bari, dopo che la Corte di cassazione il 7 febbraio scorso ha accolto la richiesta di disporre un nuovo processo per individuare il reale colpevole della morte del 19enne e riconoscere l’omicidio volontario con dolo eventuale in capo proprio ad Antonio Ciontoli, padre della fidanzata della vittima.

L’identikit di Antonio Ciontoli

Nato a Caserta, Antonio Ciontoli ha 51 anni ed è un ex maresciallo della Marina militare in carico al Rud (Raggruppamento Unità Difesa dei servizi segreti). I giudici lo hanno ritenuto il principale responsabile della morte di Vannini, avvenuta per lesione da arma da fuoco dopo ore di agonia. Secondo Ciontoli, il colpo di pistola che ha ucciso il giovane sarebbe partito per sbaglio.

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La Giustizia ha fatto il suo corso, anche se non mancano opinioni dissenzienti. Il giudizio di primo grado contro l’ex militare si era concluso con la condanna a 14 anni di carcere, mentre in secondo grado la pena è stata ridotta a 5 anni, suscitando una vera e propria ondata di protesta; ora la Corte di Cassazione ha confermato le condanne in campo ad Antonio Ciontoli e ai suoi familiari.

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Ricordiamo che l’omicidio di Marco Vannini è avvenuto nella notte tra il 17 e il 18 maggio 2015, nella villa di Antonio Ciontoli, padre della sua fidanzata Martina. Il ventenne stava facendo un bagno in vasca quando è partito il colpo, dopo di che è stato lasciato agonizzante per tre ore. Oltre al padre e alla figlia, in casa quella sera erano presenti anche la moglie di Ciontoli, Maria Pezzillo, il fratello Federico Ciontoli e la fidanzata Viola Giorgini. L’ex militare ha sempre sostenuto che la morte di Marco fosse stata causata da un colpo di pistola partito per errore, ma i giudici non hanno sposato la sua ricostruzione della drammatica vicenda.

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