Flavio Insinna, l’annuncio spiazza i fan: il cambiamento inaspettato

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Flavio Insinna si fa in tre per Rai 1 tra L’Eredità, Don Matteo e A Muso Duro, il film evento su Antonio Maglio, medico e padre delle Paralimpiadi. 

flavio insinna

Un libro, un film biografico, una serie tv, il quiz show: è un periodo denso di impegni per Flavio Insinna, conduttore, attore e personaggio tv che dopo un periodo di stanca sta tornando alla carica sul piccolo schermo.

Il ritorno sul set di Flavio Insinna

Flavio Insinna si sta facendo in tre per Rai 1 tra L’Eredità, Don Matteo e A Muso Duro, il film evento su Antonio Maglio, medico e padre delle Paralimpiadi. Nel frattempo ha anche pubblicato la favola “Il Gatto del Papa. Una piccola favola senza tempo”, il cui ricavato andrà all’organizzazione umanitaria Emergency del compianto Gino Strada, recentemente scomparso.

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Il popolare conduttore di Rai 1 che accompagna ogni sera gli italiani all’ora di cena con il seguitissimo quiz show L’Eredità, con punte di oltre 5 milioni di telespettatori a serata, ha l’agenda fittissima di impegni.

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A Muso Duro, diretto da Marco Pontecorvo, racconta una storia che vede come protagonista il Dott. Antonio Maglio, interpretato per l’appunto da Flavio Insinna, che nel 1957, da medico dell’Inail, divenne pioniere delle terapie di riabilitazione dei pazienti paraplegici. Nominato direttore del neocostituito Centro Paraplegici “Villa Marina” di Ostia, il dottor Maglio sperimentò nuove tecniche e metodologie per la riabilitazione, ottenendo incredibili risultati: immediata la riduzione della mortalità̀, e così pure l’attenuazione degli stati depressivi dei pazienti.

In parallelo, collaborando con il collega neurologo anglo-tedesco, Ludwig Guttmann, Maglio introdusse lo sport come elemento terapeutico, facendo praticare ai suoi pazienti l’atletica leggera, il nuoto, la pallacanestro, la scherma, il tennistavolo e il tiro con l’arco. Grazie a un duro lavoro e lottando contro molte avversità, Maglio riuscirà a portare i “suoi ragazzi” alle prime Paralimpiadi, tenutesi a Roma nel 1960: per questa ragione è considerato il padre dello sport paraolimpico. Una storia di positività e coraggio di cui mai come in questo momento si sente il bisogno.