Omicidio Sacchi, svolta improvvisa nel caso: il vero ruolo di Anastasya

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Svolte importanti nel caso dell’omicidio Sacchi: si parla di bugie, tentativi di depistaggio e colpe fatte ricadere su innocenti.

Un caso tristemente noto al pubblico, quello dell’omicidio di Luca Sacchi: il personal trainer è stato ucciso il 23 ottobre di tre anni fa e gli imputati nel processo, accusati di omicidio volontario, sono Valerio Del Grosso, Paolo Pirino e Marcello De Propis. Non solo i tre sono imputati dell’omicidio di Luca, ma anche di rapina a mano armata, spaccio e detenzione di armi illegali.

L’altro personaggio chiave di questo processo è Anastasya Kylemnyk, anche lei parte lesa per aver subito l’aggressione e la rapina in cui Luca p rimasto ucciso. Oggi, 11 febbraio 2022, è il giorno delle richieste di condanna per gli imputati. Ma com’è andata?

Com’è finito il processo per l’omicidio Sacchi?

Il PM che si è occupatao di questo processo è Giulia Guccione che ha messo in luce le contraddizioni del caso: la vittima è stata dipinta come colpevole e i genitori di Luca sono persino stati costretti a difendere la reputazione del figlio in televisione. Non solo, la Guccione ha anche sottolineato come in questa vicenda ci siano fin troppe implicazioni politiche.

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Inoltre, nell’inquisitoria, la Guccione ha accusato chi ha tentato di depistare le indagini, mistificando i fatti: “Nonostante i depistaggi e i tentativi di raccontare una verità diversa, siamo arrivati a chiarire tutte le fasi di questa vicenda, inclusa la destinazione dei 70mila euro.” A chi si riferisce il PM?

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Si riferisce a Princi, che ha tenuto un comportamente giudicato ostile alla ricerca della verità dei fatti e soprattutto ad Anastasya Kylemnyk, che ha nascosto prove e ostacolato il processo, secondo la Guccione. Secondo l’inquisitoria lo sparo è stato un atto volontario da parte di Del Grosso, che avrebbe impugnato la pistola puntandola contro Luca, freddandolo sul colpo. “Me lo immagino Del Grosso eccitato, già fuori dalla macchina e non a bordo come ha detto, che vede arrivare il suo momento, avanza di qualche passo impugnando la pistola con braccio teso e mirando a Luca che è distante non più di due metri. Era impossibile non colpirlo. Luca non vede chi gli sta sparando perché è concentrato su Anastasiya e il proiettile che gli attraversa il capo non gli lascia scampo.”