Sabrina Salerno, come ha iniziato la carriera: il rapporto speciale con Claudio Cecchetto

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La fama di Sabrina Salerno è decollata negli anni ’80, dopo che è stata scoperta dal talent scout Claudio Cecchetto. Ecco com’è andata. 

sabrina salerno

Sabrina Salerno è stata scoperta da Claudio Cecchetto ed è diventata famosa negli anni ’80 come cantante di genere Italo Disco. Ha riscosso grande successo in tutta Europa grazie agli album “Sabrina”, “Super Sabrina” e “Over the Pop” e ai singoli “Sexy Girl” e “Boys (Summertime Love)”. Soprattutto in Inghilterra, dove la sua fama è letteralmente decollata.

I lontani esordi di Sabrina Salerno

La bella Sabrina fece colpo su Claudio Cecchetto per le forme esplosive e per l’orecchiabilità delle sue canzoni, leggere sì, ma abbastanza accattivanti da diventare nel giro di poco tempo popolarissime.  Tra queste la hit Boys. “Pensate che fu l’ultima canzone ad entrare nell’album – ha dichiarato tempo fa la cantante, attrice e showgirl in un’intervista con Il Fatto Quotidiano -. Il disco, ‘Sabrina’, era praticamente chiuso e la canzone dell’estate doveva essere Hot Girls, brano che Vittorio Salvetti patron del Festivalbar voleva a tutti i costi. Invece all’improvviso in sala registrazione arrivò Claudio Cecchetto con un nuovo brano. Disse: ‘Sarà questa la canzone dell’estate’. E come sempre ebbe ragione Claudio. Insomma Boys non era programmata, fu un caso”.

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Sabrina Salerno è riconoscente nei confronti di chi ha intuito il suo talento e l’ha lanciata. “Ci fu una persona di cui non voglio parlare che mi presentò a Cecchetto. Poi, come ha raccontato nella sua biografia, Claudio captò subito lo shining, rimase sorpreso dalla personalità di una ragazzina di 16 anni. In realtà ero morta di paura, ma avevo grinta da vendere, aspetto fondamentale per sfondare”.

“Quando vendi milioni di dischi con una produzione italiana o ti trasferisci all’estero, altrimenti è difficile bissare un tale successo – ha aggiunto Sabrina Salerno -. Io ho poi lavorato con grandi produttori e autori come Giorgio Moroder e Stock Aitken Waterman, ma a ripensarci oggi sarei rimasta con Cecchetto”.